Faccio quello che voglio io!

Alzi la mano il genitore a cui non è mai capitato almeno una volta: “Faccio quello che voglio io!” o frasi simili che escono dalla bocca del/la proprio/a figlio/a. Come reagire? Cosa rispondere? Ma soprattutto: cosa significa?

Spesso davanti a un bambino che fa i capricci e non ascolta le nostre indicazioni ci sentiamo impotenti e disperati, non sappiamo più cosa fare e come “gestire quella situazione”. Spesso tra l’altro questo capita per strada, davanti alla scuola del fratello più grande che siamo andati a prendere, a casa di amici… insomma in situazioni “sociali”, in cui ci sentiamo ancora più impotenti. Dobbiamo mantenere un certo aplomb davanti agli altri, cosa penseranno di noi se perdiamo le staffe? Ma allo stesso tempo cosa penseranno di nostro figlio? “Ecco che viziato!”, “Mamma mia quanti capricci che fa, chissà come lo educa!”. Ed è qui che entriamo in un circolo vizioso, o meglio in un’escalation che al posto di farci ragionare con calma per risolvere la situazione ci fa agire impulsivamente e… prendiamo la deriva. Paradossalmente pur avendo l’obiettivo di riprendere il controllo della situazione, lo perdiamo definitivamente.

I figli, è normale, ci lasciano perplessi e ci portano ad affannarci a chiederci cosa sia andato storto o cosa non va e a cercare continuamente di chi o di cosa sia la colpa.

Sappiamo bene come nel rapporto genitori-figli lo sviluppo affettivo ed emotivo sia fondamentale, ma sappiamo altresì che il genitore è anche educatore e pertanto deve garantire ai propri figli la capacità di imparare a muoversi nel mondo, deve quindi sicuramente dare delle regole e imparare a dire di no!

Non è facile, potrebbe sembrare semplice, ma poi quando siamo nel vivo della situazione tutto appare più difficile, faticoso, carico emotivamente e soprattutto sembra che tutte le certezze di una vita che avevamo quando non eravamo genitori si sgretolino in un secondo… “A mio figlio non farò mai fare quelle cose…”, “No, mio figlio non farà mai così, io non glielo permetterò…”, “Io sarò diverso con lui…”.

Le relazioni sono complesse, a maggior ragione le relazioni con loro che ci animano dentro una miriade di emozioni e sentimenti, gioia, amore, felicità, paura, ma anche rabbia e irritabilità. Insomma non è mai tutto bello, rose e fiori, esistono momenti nella gestione del legame con loro che facciamo veramente fatica a controllare. Ma come possiamo organizzare dentro di noi tutti questi aspetti? Imparare a dare delle REGOLE e dire di NO quando serve è importante per il loro sviluppo psicologico e di personalità, ma noi come ci avviciniamo a questo tema? Ci sentiamo capaci in questo? Siamo troppo rigidi e non vorremmo esserlo? O viceversa, vorremmo essere più severi ma tendiamo a lasciare andare… Spesso questa sfera è condizionata dalla nostra personalità e da come a nostra volta abbiamo vissuto le regole e i no da bambini. Come è stato il rapporto con i nostri genitori e come lo abbiamo vissuto? Tutto questo ci ha condizionato negli anni ad essere le persone e i genitori che siamo.

L’obiettivo per riuscire nel rapporto con loro è quello di stabilire una relazione efficace in cui si possa entrare in contatto autentico con le parti più emotive, ma che allo stesso tempo crei quel contenimento che aiuti nostro figlio “a stare dentro”, senza limitarlo nella propria libertà di essere. Siamo responsabili di questo, della loro crescita e del loro sviluppo psicofisico e pertanto è fondamentale interrogarci su come farlo al meglio, siamo in continua ricerca della giusta distanza, cosi come fanno i ricci. Un po’ si avvicinano e un po’ si allontano, poiché troppo vicini si pungerebbero, ma troppo lontani soffrirebbero di freddo; quando trovano la giusta distanza si scaldano tra di loro a sufficienza, senza però pungersi e farsi del male.

Hai domande, dubbi o curiosità?

Abbiamo realizzato un workshop sull’argomento delle regole, dell’autoritarismo e l’autorevolezza: http://www.psicologidelbenessere.it/event/faccio-quello-voglio/