Scopri se anche tu soffri della sindrome post-vacanze!

Le vacanze, per la maggior parte delle persone, sono terminate e toccherà aspettare il prossimo periodo feriale prima di poter godere di nuovo di giornate senza impegni e prive di stress lavorativo. Tutto questo può far cadere in un passeggero sconforto, definito anche come Sindrome Post-Vacanze (o post vacation-blues). Ma di cosa si tratta?

SINDROME POST-VACANZE: verso una più chiara definizione

Occorre innanzitutto precisare che non si tratta di una vera patologia psicologica riconosciuta dalla comunità scientifica. Viene piuttosto utilizzata questa nomenclatura per indicare lo stato di malessere dovuto al ritorno ai soliti impegni lavorativi/accademici (o altro) a seguito di un periodo di riposo: si tratta, più che altro, di un processo di adattamento alla solita routine che a volte potrebbe risultare particolarmente difficile.

Molte persone, infatti, sperimentano in questo periodo sensazioni di malessere come: basso tono dell’umore, ansia, fatica e senso di stanchezza, irritabilità, difficoltà a concentrarsi, insonnia ed alterazione dell’appetito. Naturalmente, queste sensazioni saranno molto più intense e durature nelle persone che percepiscono il proprio contesto organizzativo particolarmente ostile o stressante. Coloro che, invece, amano il proprio lavoro e ritengono di operare in un’azienda serena ed accogliente non è detto che accusino questi sintomi.

Tuttavia, alcuni dati ISTAT dimostrano che gli italiani non solo soffrono lo stress al rientro dalle vacanze, ma addirittura durante le ferie stesse. Infatti, dalle indagini emerge che il 20% degli italiani pensa già alle incombenze che troverà al rientro al lavoro, il 63% verso la fine della vacanza inizia a temere la routine casa-lavoro/ lavoro-casa e il restante ripensa alle ansie da affrontare sul posto di lavoro: colleghi, vita da pendolare etc.

COME AFFRONTARE, ALLORA, IL RIENTRO?

Secondo gli esperti risulta necessario seguire alcune regole fondamentali:

  1. Entrare nella quotidianità in modo graduale: se possibile, è meglio rientrare uno o due giorni prima che inizi la routine di lavoro. Questo permetterebbe di abituarsi ai vecchi ritmi, alla temperatura della città e ritornare gradualmente alle abitudini di tutti i giorni.
  2. Ristabilire le abitudini del sonno: capita spesso che durante le vacanze il ritmo sonno-veglia possa modificarsi e non solo a chi sperimenta il fenomeno del jet-lag. Ci si può abituare, infatti, ad andare a letto a notte fonda (per godersi le serate estive) svegliandosi tardi l’indomani.
  3. Godersi momenti di relax prima dell’autunno: le vacanze finiscono ma l’estate dura fino al 21 settembre. Durante questo periodo può esser una buona idea sfruttare i week end per concedersi momenti di relax e riposo. Può esser una giornata al lago, un fine settimana al mare o un’escusione in montagna: l’importante è ripristinare uno stato di benessere psicologico, nonostante la routine lavorativa sia già iniziata.
  4. Riorganizzare mentalmente gli impegni: don’t panic! Non è necessario fare tutto e subito, anzi è impensabile. Pianificare gli impegni, suddividendo le urgenze dai compiti dilazionabili nel tempo, è una buona strategia per non cadere nel panico e nella confusione. Fissarsi obiettivi realizzabili (e non impossibili) aiuta ad avere un rientro meno tragico.
  5. Bisogna pensare positivo: ecco l’ultimo consiglio ma non meno importante! Nonostante il ritorno alle fatiche quotidiane possa scoraggiarci, ci sono anche molti momenti positivi che caratterizzano il resto dell’anno: ritrovare gli amici di sempre, ricominciare un corso di musica/ballo o un qualsiasi altro hobby etc.

 

A cura di dott.ssa Sara Colnaghi