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Perfetti Sconosciuti

A cura della dott.ssa Ratti

Trama.

Quante coppie si sfascerebbero se uno dei due sbirciasse nel cellulare dell’altro? Quanto gli smartphone, i social, e i cosiddetti “facilitatori di comunicazione” (app, chat, whatsapp) hanno cambiato i nostri rapporti?
È’ questa la premessa narrativa che da voce alla storia di un gruppo di amici che si conoscono e frequentano da sempre e che si incontrano per una cena destinata a trasformarsi in un gioco capace di distruggere l’ apparenza e far emergere la verità.

Il Trailer ufficiale in italiano.

Descrizione

Perfetti Sconosciuti – un film di Paolo Genovese.

 

Visto per voi.

 I”perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese in realtà sono amici di lunga data, si conoscono da una vita, si reggono il gioco a vicenda e condividono tempo libero e ricorrenze.
Tutto il film si  snoda lungo il corso di una cena, nell’atmosfera famigliare di una casa, che riunisce tre coppie e un single separato che si reca solo, anche se  aveva annunciato agli altri la presentazione della nuova fidanzata proprio per quell’ occasione. Questo genera fantasie e curiosità negli altri che si interrogano: Sara’ bella? Quanti anni avrà? E via via in un escalation di interrogativi e fantasie ironiche. Finché non ci si siede a tavola e la padrona di casa propone un gioco…

La valutazione di PdB.

Il nuovo film di Paolo Genovese ci coinvolge tutti.

È’ un film corale, che rappresenta persone e coppie tutte diverse tra loro, ma ugualmente incuriosite dalla possibilità del gioco divertente e pericoloso che propone Eva, interpretata da Kasia Smutniak, una giovane analista e madre di una figlia adolescente, che condivide l’idea, per una sola cena, di mettere tutti i propri cellulare sul tavolo,di leggere agli altri ogni messaggio e mettere il viva voce per ogni chiamata ricevuta.

L’imbarazzo iniziale fa pregustare quella che accadrà’ nel corso  del film e fa toccare in maniera vivida quella che potrebbe essere  una difficoltà che ciascuno di noi sperimenterebbe in una simile circostanza, tante vero che l’ironia viene inizialmente molto utilizzata  dai protagonisti, proprio come meccanismo difensivo rispetto la possibilità di scoprire parte di sé.
“Ognuno di noi ha tre vite, una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta”, sosteneva Marquez e il film mostra la centralità e la complicità del cellulare oggi in questa dinamica.
Vero e proprio “oggetto transazionale”, di memoria winnicottiana, della nostra epoca, nel film assume un ruolo centrale come “scatola nera”, custode di segreti che spesso non riguardano solo il rapporto con il partner.

Visione psicologica.

Chi davvero di noi deciderebbe con naturalezza di partecipare a questo gioco?
Quella  che la protagonista del film definisce “scatola nera” ci porta davvero a vivere in un modo così separato da quello reale e rende così difficoltosa un’ autentica  condivisione?
In realtà in parte, l’attenzione e la tutela alla propria dimensione privata ha anche una funzione protettiva importante, rispetto al valore e all’ autenticità di aspetti di se’.
In un epoca in cui siamo abituati a un’esposizione costante della vita propria e degli altri sui Social, in cui cio’ che siamo rischia di rispecchiarsi in ciò che mostriamo, in come appariamo, negli aspetti di noi che scegliamo di condividere, negli eventi che ci accadono è’ importante esser consapevoli di quanto vi siano parti meno “visibili”, dinamiche relazionali più complesse, esigenze e bisogni più profondi, che proprio per la loro natura non richiedono una condivisione univoca e totale con gli altri.
Tuttavia il discorso diviene differente nel momento in cui parti di se’ rischiano di sfociare in una sorta di dimensione “clandestina” o addirittura parallela.
L’aumento delle tecnologie e delle applicazioni sempre nuove e funzionali, ci portano a considerare fisiologici e al passo coi tempi i cambiamenti che avvengono anche all’interno del nostro modo di relazionarci e comunicare con gli altri.
È’ considerato ormai “normale”quindi scriversi molto più speso che telefonarsi, comunicare  anche notizie importanti con un messaggio su WhatsApp, ma  questo film ci spinge interrogarci  su quanto queste nuove modalità non abbiano portato, parafrasando una delle più famose opere di Freud, a quella che potrebbe essere definita una vera e propria “psicopatologia della vita quotidiana”,che ci riguarda tutti.
Il messaggio del film non è quello che non vi debbano essere segreti ,anzi si mette in luce  l’importanza anche nelle relazioni più strette di mantenere uno spazio privato, che trovi modalità proprie e specifiche anche rispetto a cosa,quando e come condivider aspetti importanti. Tuttavia  la realtà coltivata “virtualmente”, tramite la mediazione della tecnologia, che da una parte protegge dall’altra spinge a una maggior esposizione, non deve essere scissa da quella che è la propria integrita’ personale, identitarie e relazionale.
 Ecco allora che  nell’ escalation che porta al finale siamo pronti interrogarci sul perché il telefono  è’ davvero oggi una la “scatola nera” e su quanto anche nella nostra vita la condivisione di quanto presente sul proprio cellulare potrebbe mettere in discussione non soltanto la relazione col partner ma a più ampio raggio quella con amici, famigliari e conoscenti, i cui i rapporti sono purtroppo spesso troppo carichi di non detti e vittime di una conoscenza solo apparente.

1 recensione per Perfetti Sconosciuti

  1. Giuseppe

    Il messaggio è solo uno, e molto semplice: la verità non è un valore assoluto, la sincerità invece si.

    • Dott. Gianluca Franciosi

      Questa può essere una buona chiave di lettura!

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